Questo non è Maometto

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Mentre guardo la copertina dell’ultimo numero di Charlie Hebdo, penso a questa storiella: un professore di filosofia traccia una linea orizzontale col gesso da un estremo all’altro della lavagna, a mezza altezza. Poi chiede ai suoi studenti :

« Che cos’è ? »

Le risposte giungono una dopo l’altra: « Il bene e il male », « E’ la divisione tra chi oppressori ed oppressi », « Si tratta di una rappresentazione dell’emerso in rapporto a ciò che rimane immerso », « In altro la verità ; sotto la menzogna » e così via, finché il professore non interviene. Afferma che non è nulla di tutto ciò: si tratta di una linea orizzontale, tracciata sulla lavagna col gesso che tiene in mano.

Riguardo la copertina dell’ultimo numero di Charlie Hebdo e vedo il disegno di un omino vestito di bianco. Porta un copricapo dello stesso colore. Il fondo è verde, il naso schiacciato, la linea ondulante che fa la barba, due sfere per gli occhi. La firma dice Luz ad indicare, per chi conosce il caricaturista, che si tratta del suo personaggio di Maometto. Invece, a prima vista, a chi è all’oscuro di tutto ciò, a chi non è stato detto nient’altro, non appare altro che un disegno, solo un disegno, nient’altro che un disegno. Un disegno e parrebbe inutile dover aggiungere « fottuto ! »

 

Dopo una settimana passata a sentire che i bastardi che hanno assassinato diciassette persone a Parigi non sono dei veri musulmani, che non rappresentano l’islam, che non sono altro che degli assassini, dei criminali, dei disgraziati, degli imbecilli, dei miserabili mi piace pensare che anche questo disegno può essere visto per quello che è : un disegno. Eppure, ad oggi, non ho sentito nessuno, nessuna autorità, nessuna personalità dell’islam affermare che si tratta solo di un disegno. Quegli assassini non sono l’islam, ma allora come potrebbe rappresentarlo, benché in modo ridicolo, questa caricatura ?

E’ stato detto ovunque che in copertina, sull’ultimo numero di Charlie Hebdo, c’è Maometto. Eppure, visto che il diritto di dubitare delle religioni o di negare dio è legittimo, mi pare che vi sia anche il sacrosanto diritto di dubitare pure di questa affermazione. Ci sarebbe mancato solo che fosse stata annunciata un’intervista del profeta e che l’avessimo bevuta : « In esclusiva per Charlie Hebdo, Maometto rivela se gli assassini di Parigi erano o no dei veri musulmani ! ».

Se ho ben capito, Maometto il profeta è morto molto tempo fa. Se non sbaglio, la sua rappresentazione è proibita dall’islam e questa è legge per l’islam e per i suoi fedeli, non per i non musulmani. Tuttavia le anime che si dicono offese da questa copertina di Charlie Hebdo non mancano. Dall’Inghilterra è giunta la notizia di un coglione fondamentalista che preconizza la pena capitale per gli autori del disegno il quale, dice, è una « dichiarazione di guerra ». Il gran mufti d’Egitto afferma che il disegno è « razzista » e che si tratta di una  « provocazione gratuita nei riguardi di un miliardo e mezzo di musulmani » : non è forse costui che getta ettolitri di benzina sul fuoco ? Inoltre, le voci che ripetono che la caricatura è una provocazione e che offende l’Islam si moltiplicano. Ma queste personalità che parlano in nome dell’islam pensano veramente che il profeta possa venir ridotto ad una caricatura ? Non solo ne dubito, non ci credo affatto.

 

Se la rappresentazione di Maometto è interdetta dall’islam, allora i suoi fedeli non dovrebbero guardarne il ritratto. Ma senza sapere quali sono le sembianze del profeta, com’è possibile sapere qual è la sua caricatura ? Come fare per affermare con tanta sicurezza che sulla copertina di Charlie Hebdo c’è una vera caricatura di Maometto ? Inoltre, degli hadíth dicono che la rappresentazione del profeta è interdetta perché lui stesso voleva evitare l’idolatria nei suoi confronti. Invece si produce l’esatto contrario e l’idolatria domina alcuni fedeli che si dicono offesi sino al punto che prendono le armi e uccidono.

E’ un paradosso surrealista, per usare un eufemismo : l’assenza d’immagini di Maometto, che doveva evitare l’idolatria, ne ha prodotta una così cieca ed abbagliante che si dice tanto offesa nel suo orgoglio, tanto da ridurre la figura di Maometto, del suo stesso profeta, ad una caricatura prodotta da un giornale satirico. Basta dunque che Charlie Hebdo decreti che la caricatura è quella di Maometto perché queste personalità dell’islam ci credano e che affermino, in seguito, che si sentono offesi e che i musulmani tutti si sentono offesi a causa un disegno mentre continuano, loro, ad abbuffarsi di caricature del profeta ! Eppure non li immagino accettare il disegno di una banconota quale rimborso spese, nemmeno prendere il disegno di un dattero e mangiarlo e nemmeno urinare sul disegno dove è stato scritto WC. Questo non è denaro ! Questo non è un frutto ! Questa non è una latrina !

 

La pipa di Magritte non era una vera pipa  e per esserne certi basta saper leggere « ceci n’est pas une pipe », questa non è una pipa. E’ veramente necessario, o è da imbecilli, cercare di riempirla di tabacco e provare a fumare per saperlo ? Allora perché credere e far credere che il disegno di Charlie Hebdo è una vera caricatura di Maometto e lanciare in seguito invettive o, addirittura, proclamare una « fatwa » ? Che faranno poi ? Ordineranno di bruciare tutte le opere di Dante perché ha inserito Maometto zoppo nell’Inferno, secondo la legge del contrappasso?

Quei bastardi che hanno assassinato non sono veri musulmani e non rappresentano l’Islam ? Ok. Allora, secondo questa stessa logica, delle due cose l’una : o Charlie Hebdo ha sia il reale potere d’invitare Maometto per farne un ritratto caricaturale sia quello di fare credere agli imam ciò che gli pare, oppure non c’è ragione alcuna per offendersi, non c’è alcuna rabbia da aizzare perché si tratta di fantasia, di immaginazione, di un disegno. Il disegno di un’automobile non consuma benzina, quello di una tigre non mette in pericolo e il disegno di una pistola non può sparare. Chi non capisce ? Chi insiste nel non voler capire, chi insiste nel fare finta di non voler capire col fine di aizzare, provocare e manipolare masse di persone ignare ?

 

Riguardo la copertina di Charlie Hebdo ed è semplicemente elementare ! Questa non è una dichiarazione di guerra, non si tratta della provocazione di una battaglia che non sia quella fatta con degli aerei di carta e dei fucili di cartone. Questo disegno non dovrebbe né mettere in difficoltà né offendere una fede solida. Elementare, limpido, semplice. Basterebbe, e sarebbe ora, che una personalità dell’islam lo affermasse con la stessa veemenza e convinzione con cui viene detta l’offesa : « Questo è l’ultimo numero di Charlie Hebdo e questa è la copertina: costui non è Maometto. Questo non è il nostro profeta, questo non è il profeta dell’Islam, questo non è il messaggero di Allah ! »

Terribilmente semplice : questo, in copertina di Charlie Hebdo, non è altro che un disegno. Un fottuto disegno.

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