Lorenzo Quadri : municipale di Lugano, Consigliere nazionale e ‘contaballe’

contaballe

Alcuni giorni fa, sullo schermo connesso ad un filo Twitter fin troppo nutrito, è apparsa una frase divertente riguardo lo ‘storytelling’. Un tweet che recitava pressapoco così : ‘la traduzione di storyteller in italiano è contaballe’. Un ‘contaballe’, soprattutto quando la storia recitata non poggia su alcun fatto dimostrabile.

Penso che ad oggi non ci sia definizione più chiara ed esplicita della tiritera che Lorenzo Quadri, soprattutto durante gli ultimi tempi, continua a ripetere ossessivamente.  Un po’ come quel ‘contaballe’ che la spara sempre più grossa e sempre più forte quasi debba convincersi per primo che quelle che sta raccontando non sono menzogne. Falsità, omissioni, fandonie, balle, frottole, invenzioni, bugie ; Lorenzo Quadri le scrive tutte e in tutte le accezioni come se volesse illustrare col suo esempio l’insieme dei sinonimi proposti dalla Treccani, infilandole -le menzogne- una dopo l’altra nel rosario snocciolato mattino su mattino.

Pensa di proteggersi, Lorenzo Quadri, utilizzando la foglia di fico del politicamente incorretto, come se l’espressione lo mettesse al riparo da qualunque opinione critica. Ricorda quel tale che con la scusa del politicamente incorretto crede che può defecare sul tappeto di casa – non importa quale, né di tappeto né di casa – o che fuma nella sala d’aspetto di uno pneumologo dove attendono anche degli asmatici.  O quell’altro, tale, che quando entra al bar, di mattino, invece di dire ‘buongiorno’ manda tutti a quel paese perché odia tutto ciò che potrebbe assomigliare anche da lontano al politicamente corretto. Si crede impertinente Lorenzo Quadri e dall’alto della sua morale che rifiuta tutta la morale convincendosi che non ne ha nessuna – di fatto– non fa che reiterare pubblicamente la sua di morale, e quel che è peggio, senza rendersene nemmeno conto.

 

Troppo impegnato a riempire pagine su pagine con la qualunque che dà forma alla tiritera leghista che se la canta e se la suona, la dice e la contraddice come il piromane pompiere che l’accende e poi la spegne ; esageratamente preso tra una seduta mancata e l’altra al Consiglio Nazionale o mentre il turismo luganese fa acqua da parecchie parti, Lorenzo Quadri pretende di raccontare la realtà come se fosse un giornalista, mentre in realtà non fa altro che dare fiato alle sue ossessioni e alle sue manie intrise di bile cosicché, quelle che va raccontando, non sono altro che le più tipiche del ‘contaballe’.

A Lorenzo Quadri i fatti non importano perché dei fatti se ne fotte. Non c’è un fatto uno che possa provare quello che dice e ridice riguardo i migranti e le visite dei delegati del PS a Como e a Chiasso. Se fosse stato un giornalista, o almeno un cronista, avrebbe visto le ciabatte di plastica che servono da scarpe ai rifugiati di Como e che definisce ‘all’ultima moda’. Se avesse visto almeno una sola volta una bancarella delle pulci di un qualunque paese del Mediterraneo, si accorgerebbe che gli smartphones all’ultimo grido di cui parla non sono altro che apparecchi considerati vecchi alle latitudini della nostra elettronica e che, per pochi euro, finiscono anche nelle mani dei migranti.

Se avesse effettuato qualche elementare ricerca, Lorenzo Quadri saprebbe che tra le leggi a cui fa riferimento quando tratta di migranti e richiedenti d’asilo non ci sono solo i trattati internazionali che oggi gli fanno sorprendentemente comodo, ma soprattutto una legge svizzera, federale e specifica: la LAsi, che prevede dei capitoli riguardo i migranti minorenni non accompagnati. Immaginare che Lorenzo Quadri possa andare a Como per valutare ed osservare la realtà di cui straparla è letteralmente impossibile, tanto la città sul Lario appare lontana dalle poltrone e dagli uffizi ai quali è ormai saldamente avvitato. Ma se avesse letto almeno qualche cronaca, confrontandola con altre per verificarne l’attendibilità, si sarebbe accorto che non è affatto pertinente parlare di Isis riguardo i migranti di Como; saprebbe che sarebbe quasi impossibile trovarne, soprattutto tra le ragazze etiopi, i giovani dell’Eritrea o tra chi, al limite, è fuggito dai soprusi di Boko Haram.

Se non pensasse di scrivere articoli destinati unicamente a degli sprovveduti, dimenticando che viene letto anche da chi  – in due click – può verificare quanto afferma, Lorenzo Quadri non eviterebbe di dire che i delegati del PS, oltre ai rifugiati di Como, hanno anche reso visita alle guardie di confine a Chiasso. E invece si guarda bene dal farlo  perché altrimenti non potrebbe continuare nella sua opera certosina di ‘contaballe’. Se avesse guardato anche con un’attenzione minima il servizio della RSI del 12 agosto, e se avesse aggiunto il link per mostrare al lettore che quanto afferma poggia su dati di fatto, Lorenzo Quadri non potrebbe affermare che ci sia stato un solo delegato del PS che abbia sostenuto l’idea di un corridoio umanitario in Svizzera. Non uno. Carlo Sommaruga, per esempio, ha ribadito la posizione di Simonetta Sommaruga che né Ruth Dreifuss né Marina Carobbio hanno contraddetto. La prova ? Basta visionare il servizio citato della RSI.

 

A mo’ di scudo delle sue ossessioni e delle sue manie, Lorenzo Quadri utilizza fino allo sfinimento l’idea delle finanze pubbliche, come se le casse dello Stato fossero il suo personale portafoglio. Come se i soli contribuenti in Svizzera fossero lui e i suoi compari. Di sicuro, pensa che polizia e pompieri siano utili, così come lo sono i soldati di questo Paese. E visto che chiede quanti rifugiati vengano accolti in casa e a proprie spese dalle personalità pubbliche del PS che lo ossessionano quasi quanto la scrittura adolescenziale, è pertinente chiedersi a quante guardie di confine Lorenzo Quadri abbia preparato da mangiare, a quanti soldati abbia lavato almeno le divise se non le mutande. Quanti pompieri e poliziotti abbia ospitato nella sua dimora per un caffè e dei biscotti mentre questi assicuravano un picchetto notturno.

Alla prova dei fatti, dunque, l’ormai prevedibile logorrea di Lorenzo Quadri non può essere qualificata che per quello che è : il profluvio verbale di un ‘contaballe’. Quello che va ripetendo più forte e più volte ancora che i confini a Sud vanno chiusi in modo ermetico e che preconizza una frontiera blindata. Eppure, anche in questo caso, Lorenzo Quadri viene contraddetto a gamba tesa da una dichiarazione che non lascia spazio ad equivoci :

Domanda : « Ma una frontiera chiusa a Sud, lei, come la immagina?»

Risposta : « La frontiera a Sud non vuol dire mettere muri e soprattutto bloccare tutti i flussi : ci sono i flussi turistici, ci sono i flussi commerciali, ci sono i flussi di traffico transfrontaliero abituale»

Niente muri sulla frontiera a Sud dunque. Il confine non verrà chiuso. Delle parole semplici e chiare. E chi le ha pronunciate ? Le ha dette il Consigliere di Stato Norman Gobbi sulle onde della Rete Uno – RSI, il 15 aprile scorso. « La frontiera a Sud non vuol dire mettere muri e soprattutto bloccare tutti i flussi ».

Delle parole che Lorenzo Quadri si è ben guardato dal ricordare e che omette volontariamente perché altrimenti la sua costruzione di carta straccia finirebbe al macero. Perché se lo avesse fatto, riportando le parole pronunciate da Norman Gobbi in almeno uno degli ammassi di menzogne che continua a scrivere,  Lorenzo Quadri avrebbe detto, per una volta, la verità. E questo sarebbe inammissibile per uno ‘storyteller’ del suo calibro, o se preferiamo l’italiano, per un simile ‘contaballe’.

 

 

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